Il trattamento della safena viene preso in considerazione quando l’eco-color-Doppler documenta un reflusso della grande o piccola safena clinicamente rilevante e il quadro è associato a sintomi, vene varicose, alterazioni cutanee, tromboflebite superficiale o ulcera venosa. La presenza di reflusso, da sola, non impone automaticamente una procedura: indicazione e tecnica devono essere personalizzate.
Presso il Centro Medico Gargano a Napoli la scelta tra radiofrequenza endovascolare, schiuma sclerosante ecoguidata o altre opzioni viene effettuata dopo visita flebologica e eco-color-Doppler venoso con studio anatomico ed emodinamico.

Quando può essere indicato trattare la safena
La valutazione è particolarmente rilevante in presenza di:
- vene varicose sintomatiche o recidive;
- pesantezza, dolore, prurito o gonfiore attribuibili all’insufficienza venosa;
- pigmentazione, eczema o indurimento cutaneo di origine venosa;
- trombosi venosa superficiale associata a incompetenza venosa;
- ulcera venosa attiva o guarita;
- varici sanguinanti.
I sintomi alle gambe non dipendono sempre dalla safena. Prima di attribuire dolore o gonfiore a un reflusso venoso è necessario escludere cause linfatiche, muscolo-articolari, neurologiche o sistemiche.
Perché l’eco-color-Doppler è indispensabile
L’esame conferma la presenza e l’estensione del reflusso, studia sistema profondo e superficiale, diametro, profondità e decorso della safena, tributarie varicose, perforanti ed eventuali esiti trombotici. Queste informazioni permettono di pianificare la procedura e di riconoscere situazioni in cui una tecnica potrebbe essere meno adatta.
Radiofrequenza endovascolare
La radiofrequenza è una tecnica endovenosa termica. Un catetere viene introdotto nella safena sotto guida ecografica; l’energia termica determina la chiusura controllata del segmento trattato. La procedura viene generalmente eseguita in anestesia locale tumescente e senza ricovero ordinario.
Quando l’anatomia è favorevole, le linee guida considerano l’ablazione endovenosa termica una scelta di prima linea per il reflusso truncale che richiede trattamento. Ciò non significa che sia sempre la soluzione migliore: vene molto superficiali, tortuose, segmenti brevi, precedenti procedure, vicinanza a nervi o altre caratteristiche possono orientare verso alternative.
Durante e dopo la procedura possono comparire fastidio, ecchimosi, tensione o indurimento lungo la vena. Sono possibili, meno frequentemente, flebite superficiale, alterazioni della sensibilità, ustione cutanea o trombosi venosa. Il ritorno alle attività è spesso rapido, ma varia in relazione alla procedura, al lavoro svolto e alla risposta individuale.
Schiuma sclerosante ecoguidata
La schiuma sclerosante viene iniettata sotto controllo ecografico nella vena da trattare. Il farmaco provoca una reazione della parete venosa che può condurre alla chiusura del segmento. La procedura è percutanea e non richiede l’introduzione di un catetere termico lungo tutto il tratto.
Può essere utile quando l’ablazione termica non è adatta, in anatomie tortuose, in alcuni quadri recidivi o quando è opportuno trattare selettivamente safena e tributarie. Il sistema VARIXIO standardizza la preparazione della schiuma, ma non sostituisce l’indicazione clinica e non garantisce il risultato.
Dopo la scleroterapia possono verificarsi indurimento, dolore locale, flebite superficiale, pigmentazione, comparsa di piccoli capillari e ricanalizzazione della vena. Eventi trombotici, allergici o neurologici sono meno comuni ma devono essere considerati nell’informazione e nella selezione del paziente.
Radiofrequenza o schiuma: come si decide
La scelta tiene conto di:
- diametro, profondità e tortuosità della safena;
- lunghezza del segmento insufficiente;
- distribuzione delle tributarie varicose;
- precedenti interventi o recidive;
- rischio trombotico, comorbilità e terapie in corso;
- obiettivi e preferenze del paziente dopo informazione completa.
Secondo NICE, per le varici con reflusso truncale confermato si offre l’ablazione endovenosa termica quando adatta; se non è appropriata, si considera la schiuma ecoguidata e, se anche questa non è indicata, la chirurgia. Le linee guida europee sottolineano comunque la necessità di adattare la tecnica all’anatomia e al quadro clinico.
E le vene varicose tributarie?
La chiusura della safena non elimina necessariamente tutte le varici visibili. Le tributarie possono essere trattate nella stessa seduta o successivamente mediante scleroterapia, flebectomia ambulatoriale o altra tecnica appropriata. La strategia dipende dalla mappa ecografica e dall’evoluzione dopo il trattamento del reflusso principale.
Controlli e risultati
Il follow-up clinico ed ecografico verifica la chiusura della vena, il sistema profondo e l’eventuale necessità di trattare segmenti residui o tributarie. Nessuna metodica può garantire assenza di ricanalizzazione, nuove varici o ulteriori procedure nel tempo.
Domande frequenti
Una safena insufficiente deve essere sempre chiusa?
No. L’indicazione dipende da sintomi, segni clinici, estensione del reflusso, evoluzione della malattia e preferenze informate. Un reperto ecografico isolato non basta.
Il trattamento è indolore?
Non può essere promesso. Anestesia locale e tecniche mini-invasive riducono il disagio, ma durante o dopo la procedura possono comparire punture, bruciore, tensione, dolore o indurimento.
Si torna subito alle attività?
Molti pazienti riprendono presto le normali attività, ma tempi e limitazioni dipendono dalla tecnica, dall’estensione del trattamento, dal tipo di lavoro e dalle indicazioni ricevute.
Fonti e approfondimenti
- NICE: Varicose veins — diagnosis and management.
- ESVS 2022 Clinical Practice Guidelines sulla malattia venosa cronica degli arti inferiori.
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