La scleroterapia è un trattamento medico ambulatoriale utilizzato per chiudere vasi venosi selezionati mediante l’iniezione di un farmaco sclerosante. Può essere indicata per capillari, teleangectasie, vene reticolari e alcune vene varicose. La scelta della tecnica, della formulazione liquida o in schiuma e della concentrazione dipende dal tipo di vaso e dal quadro clinico; non esiste un protocollo identico per tutti.
La diagnosi viene prima del trattamento
Prima della scleroterapia viene eseguita una valutazione flebologica. In presenza di varici, sintomi, gonfiore, precedenti trombotici, alterazioni cutanee o sospetto reflusso, può essere indicato un eco-color-Doppler venoso. L’esame aiuta a distinguere capillari isolati, vene reticolari, tributarie varicose e insufficienza dei tronchi safenici, evitando di trattare soltanto ciò che è visibile senza comprenderne l’origine.
Come agisce la scleroterapia
Il farmaco sclerosante provoca una reazione controllata della parete interna del vaso trattato, favorendone la chiusura. Il sangue viene indirizzato attraverso altre vene funzionanti. Nel tempo il vaso chiuso può ridursi e diventare meno visibile. Il processo è progressivo e il risultato non può essere valutato immediatamente al termine dell’iniezione.
Scleroterapia liquida o con schiuma
La forma liquida viene spesso impiegata per piccoli vasi superficiali. La schiuma aumenta il contatto del farmaco con la parete venosa e può essere utilizzata, anche sotto guida ecografica, per vene selezionate di calibro maggiore. La schiuma non è automaticamente preferibile in ogni situazione: indicazione, modalità di preparazione, volume e concentrazione devono essere definiti in base al singolo caso.
Come si svolge una seduta
- valutazione del distretto da trattare e verifica delle indicazioni;
- spiegazione di benefici attesi, alternative, limiti e rischi;
- iniezione del farmaco nei vasi selezionati, con guida ecografica quando necessaria;
- eventuale compressione e indicazioni personalizzate per i giorni successivi;
- controllo clinico o ecografico secondo il tipo di vena trattata.
Quante sedute sono necessarie
Il numero di sedute varia in relazione all’estensione delle vene, al loro calibro, alla risposta individuale e all’obiettivo del trattamento. Alcuni distretti possono essere trattati in una seduta; altri richiedono più appuntamenti o tecniche differenti. La necessità di ulteriori sedute non rappresenta necessariamente un insuccesso, ma può dipendere dalla distribuzione della malattia venosa.
Risultati e limiti
La scleroterapia può ridurre la visibilità dei vasi trattati e, nei casi appropriati, migliorare sintomi correlati alle vene superficiali. Non elimina però la predisposizione alla malattia venosa: nel tempo possono comparire nuove teleangectasie o nuove varici in altri distretti. Non è corretto promettere un risultato completo, definitivo o uguale per tutti.
Possibili effetti indesiderati
Tra gli effetti locali possono comparire dolore o bruciore transitorio, ematomi, indurimento del vaso, infiammazione superficiale e pigmentazione. Possono inoltre verificarsi reazioni meno comuni. Con la schiuma sono descritti anche disturbi transitori come cefalea, tosse, senso di costrizione toracica o disturbi visivi; eventi tromboembolici o neurologici sono rari ma devono essere considerati nel consenso informato. La valutazione preliminare serve anche a individuare condizioni che richiedono particolare cautela o una strategia alternativa.
Quando può essere preferibile un’altra tecnica
In presenza di insufficienza safenica o di varici con caratteristiche anatomiche specifiche possono essere valutate altre opzioni, come trattamento endovenoso termico, trattamento della safena, flebectomia ambulatoriale, terapia elastocompressiva o monitoraggio. La scelta viene effettuata sulla base della diagnosi e non soltanto delle preferenze per una singola metodica.



Fonti di riferimento
Per la scleroterapia con schiuma ecoguidata sono disponibili le raccomandazioni NICE HTG301. L’inquadramento generale delle vene varicose è descritto nella linea guida NICE CG168 e nelle linee guida ESVS sulla malattia venosa cronica. Queste fonti non sostituiscono la valutazione individuale.
